giovedì 29 marzo 2007

Il leccaculismo per cui siamo famosi

Ho letto come ogni giorno il post quotidiano di beppegrillo (altro che preghierine prima di andare a dormire...) e volevo non riportare tutto l'articolo riguardante la strana politica di Bertinotti nei confronti dei mangiasoldi seguaci di "Bettino Craxi"..ma soltanto un pezzetto significativo, una parentesi sul leccaculismo che l'Italia continua a mostrare agli americani da sempre..

"[...]E' una generazione senza speranza che sta comprendendo che qualcuno le ha scaricato addosso la Grande Rapina del Paese. E che non gli ha lasciato neppure pochi spiccioli per pagare le rate.

Gli Stati Uniti si stanno ritirando dall’Iraq e l’Italia stanzia miliardi per andare in Afghanistan. Siamo sempre in leggera controtendenza.
Le strutture del Paese sono fatiscenti. Non ci sono soldi per la ricerca, per le imprese, per la scuola. Ma per fare i reggicoda di Bush (non degli americani...) i soldi ci sono sempre. In nome della stabilità politica. Quella dei settantenni al potere. Delle pantere bianche con la dentiera.[...]"

Tratto da un articolo del Beppe

domenica 25 marzo 2007

La ridicolizzazione del "Pacifista"

venerdì 23 marzo 2007

Italia: una repubblica fondata sulla censura


La Freedom House americana (si esatto..proprio così "Casa delle libertà"..berlusconi e soci anche il nome hanno copiato), si occupa di statistiche riguardanti le varie libertà nei paesi del mondo..come potete ben vedere dalla cartina l'Italia è classificato all'80° posto x quanto riguarda la libertà di stampa!!!!!..mi viene il dubbio che la presunta democrazia in cui viviamo non lo è proprio x niente..siamo al livello della Macedonia..ma daltronde basta pensare a tutte le censure che esistono in tv (tra i più famosi censurati: Beppe Grillo, Santoro, Luttazzi, Sabrina Guzzanti, Lella Costa ecc..).

Una cosa non mi è chiara, andiamo ad analizzare la definizione di DEMOCRAZIA:
"Il termine democrazia deriva dal greco demos: popolo e cratos: potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. In democrazia devono essere assicurate le principali forme di libertà tra le quali: l. alla vita, l. d'espressione, l. di pensiero, l'. d'associazione"

..e la definizione di CENSURA:
"
Per censura si intende una limitazione alla libera diffusione di informazioni. La censura può riguardare singoli individui o mezzi di informazione, cui può essere impedito di fornire talune informazioni ed esprimere opinioni, limitandone quindi la libertà di espressione."

Evidente è il contrasto fra le due definizioni, infatti si vede come la censura è incompatibile con la democrazia, ma in Italia, nel paese dei miracoli, nel paese dell'omertà, dei falsi in bilancio, dei politici corrotti, degli onorevoli pregiudicati..TUTTO E' POSSIBILE!!!..e anche in democrazia si può imbavagliare l'espressione e a vincerla c'è sempre il portatore nano di democrazia e seguaci.




mercoledì 21 marzo 2007

Le grandi verità di Focus si rivelano stronzate


La cosa che più odio è la disinformazione e ancora peggio quando si cerca di dare il senso di verità a qualcosa che palesemente non ne ha...vi linko direttamente l'ennesimo disservizio che ha offerto la rivista ai suoi lettori..è sconcertante..leggetelo xche ha dell'incredibile.
Riguarda l'11 settembre e il giornale titola in copertina: "TUTTA LA VERITA'"..guardate e rendetevi conto in che mondo di falsità viviamo:

ARTICOLO FOCUS

martedì 20 marzo 2007

Violenze celebrali




Dalle origini in realtà il vero Babbo Natale non era né ROSSOCICCIONEGROSSO anzi era stato identificato come uno gnometto piccolo e VERDE!! ed è per questo che secondo la leggenda riusciva ad entrare nelle case dai caminetti, proprio per questo motivo ci sembra stupido che ci sia stato tramandato con queste sembianze da vecchio ciccione che entra nei caminetti…Ma ora non voglio fare un saggio sull’esistenza di babbo natale perché non è proprio il caso….ma voglio discutere sulla potenza dell’ immagine che ci viene imposta dalle multinazionali…ALLORA….SECONDO VOI DI CHI E’ LA COLPA DELLA TRASFORMAZIONE DI BABBO NATALE DA PICCOLO GNOMO VERDE A GROSSO VECCHIACCIO ROSSO?????...BRAVI E’ COLPA DELLA COCA COLA!!!!! grande multinazionale famosa per la sua bibita ma anche e soprattutto per lo SFRUTTAMENTO MINORILE e CONTRIBUTO ALL’ACQUISTO DI ARMI, (poi ci facciamo fottere dalle pubblicità da bravi ragazzi che fanno vedere in tv)…insomma ecco di cosa è stata capace la COCA COLA, di cambiare l’aspetto di un mito per bambini (come McDonald puntano sul plagiare i più piccoli) dandone al posto del colore verde il colore ROSSO, tipico colore riconoscitivo della multinazionale, rossa con sfumature bianche così come il “nuovo” babbo. Quindi Babbo Natale è diventato rosso e tra l’altro ciccione costretto a spendere quei pochi soldi che gli da la coca cola sui diritti, per i centri estetici e di dimagrimento, oltre ad aver subito ovvi gravi problemi patologici psicologici e d’identità giustamente…

Il discorso è che viviamo nella società dell’immagine dove tutto è fatto a seconda di ciò che ci comanda, quindi noi senza accorgercene mangiamo, beviamo, ci vestiamo, e purtroppo PENSIAMO come ci dicono di fare le multinazionali del cazzo nelle loro pubblicità..

Concludo citando una frase del film Fight Club:

Siamo consumatori. Siamo sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona. Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste. La televisione con 500 canali. Il nome di un tizio sulle mie mutande. I farmaci per capelli. Il viagra. O le calorie. (Tyler Durden)

martedì 13 marzo 2007

Non voglio più le faccine su MSN!!!

Bastaaaaa!!!
Non ce la faccio più, devo comunicare con una persona su MSN ma ciò che vedo puntualmente sullo schermo sono più o meno cose come questa:


Senza autocensura voglio dire che ne ho le palle piene e il cervello fuorifase!!!
Tra l'altro i vantaggi di questa scrittura geroglificizzata sono solo la soddisfazione da parte di chi scrive di non far capire un cazzo al lettore..

Per quanto riguarda gli svantaggi invece:

- Non si capisce un cazzo!!!

- Le immagini vengano caricate sempre dopo un bel pò di secondi rendendo il senso della frase nullo per un bel pò

- Per chi non ha una banda veloce di internet tutto ciò rallenta molto..dovete infatti capire che ogni emoticon equivale a scaricare un'immagine se pur piccola ogni volta che viene inviata

- Ora capisco che può risultare divertente scrivere "stereo" e invece che veder apparire la semplice parola vedo un piccolo colorato stero traballante ma questo può andarmi bene per qualche parola ma nn è accettabile che venga collegata ad una emoticon anche una singola lettera o un monosillabo di uso frequente (io, tu, ciao, ok...)

- Dopo una lunga discussione dovete calcolare che il pc tiene in ram tutto ciò e se avete altre cose in esecuzione vi blocca il computer oltre allo spreco maggiore di energia

- Se io volessi copiare ciò che mi ha scritto un contatto xche devo farne qlcs il risultato sarebbe incomprensibile, facendo l'esempio adoperato all'inizio del post mi verrebbe fuori: "p ia arti " che è ben diverso da: "posso chiamarti?"

- Una breve conversazione con testo, diventa una cosa abnorme se uguale ma con le solite stupide faccine


PER TUTTI QUESTI MOTIVI VOGLIO CHE LE FACCINE SIANO ELIMINATE O CHE COMUNQUE VENGA INTRODOTTA UNA OPZIONE PER POTERLE LEGGERE SOTTOFORMA DI TESTO!!!!

Per tutti quelli che vogliono collaborare con questo movimento e siamo già un bel pò possono fare un post di questo tipo o visualizzare un banner come il seguente:

Io sono contro l'utilizzo di faccine al posto del testo su MSN


Iniziativa da: Il blog di Alessio

sabato 10 marzo 2007

Perchè la canapa è illegale??

Fumare marijuana è illegale..personalmente appoggio l'antiproibizionismo, questa pianta è cmq messa letteralmente al bando..ora tralasciando l'appellativo di 'droga' che gli è stato affibiato..perchè la canapa è fuori legge?..cosa c'è veramente sotto questa misura?

(tratto da miniver.org)


canapa lele miniver
giovedì 09 novembre 2006

Il primo sabato di maggio, da ben sei anni, si svolge a Roma ed in tutte le principali metropoli del mondo (da New York a Tel Aviv, da Sydney a Buenos Aires) la “GIORNATA MONDIALE della CANAPA”.

Forse qualcuno se lo sarà chiesto: perché attorno alla canapa, da decenni a questa parte, si è venuto a creare un movimento socioculturale che non esiste per nessuna altra “sostanza stupefacente”?

Perché su internet esiste un motore di ricerca sugli argomenti relativi alla canapa (yahooka.com) più una serie di innumerevoli siti di antiproibizionismo sulla canapa? Perché esiste una giornata mondiale della canapa e non ne esistono per ogni altra pianta i cui estratti siano stupefacenti?

Ve lo diciamo noi il perché. La non-verità o, se preferite, la nostra verità, è che a nessuno importa più di tanto di legalizzare la droga in quanto tale: abbiamo fumato di nascosto per più di 50 anni e nulla ci costa continuare a farlo, anzi il consumatore frequente è talmente abituato a nascondersi che anche al primo impatto con un coffee-shop olandese rulla con le mani sotto il tavolino. Quello che muove veramente queste manifestazioni è soprattutto una coscienza ecologista, che trova la sua ragion di essere in tutti i possibili utilizzi della pianta ad impatto ambientale basso o nullo, in netta contrapposizione con la cultura del petrolio nella quale siamo cresciuti e che ci è stata imposta verso la metà degli anni trenta con una tale maestria che quasi nessuno se n’è accorto. Misteriosamente proprio in quegli anni la canapa passava da importante risorsa agricola ad assassina della gioventù.



Ma come è successo che la logica del profitto ha vinto sul buonsenso? Bisogna innanzitutto tenere presente che tra gli anni 1920 e 1930, in America, i magnati dell’industria degli armamenti raggiunsero le più alte sfere del potere, grazie anche ai profitti portati dalla prima guerra mondiale. Parliamo in particolare di Dupont e dell’omonima azienda la quale da sola fornì quasi la metà delle munizioni utilizzate durante il conflitto. Con i ricavi degli armamenti la Dupont investì più di ogni altra azienda sulle ricerche scientifiche atte a ricavare fibra tessile dal petrolio, ricerche che portarono nel 1937 all’invenzione del NYLON.

Il procedimento chimico necessario a ricavare fibre tessili sintetiche dal petrolio è in buona parte simile a quello per la produzione di esplosivi e munizioni; capirete che per la Dupont fu oltremodo economico riconvertire alcune delle sue fabbriche in modo che producessero calze e tele in fibra sintetica; il tutto negli stessi stabilimenti dove solo alcuni anni prima venivano costruiti armamenti e munizioni. Secondo il direttore generale della Dupont l’invenzione della plastica e delle fibre sintetiche sarebbe servita a “preservare le risorse della natura” (Popular Mechanics - 1939) in modo che restassero inutilizzate o salvaguardate (dipende dai punti di vista, a quanto pare). Il tutto senza calcolare che il mondo si sarebbe riempito di rifiuti plastici.

Bisogna tener presente che l’alternativa ecologica alla fibra di nylon poteva essere la canapa, il cui potenziale era ben noto ai chimici della Dupont, che precedentemente ne usavano tonnellate per la produzione di dinamite e tritolo. A voler essere precisi bisogna specificare che grazie all’altissimo contenuto di cellulosa e ad altri particolari tecnici che non sto qui a spiegarvi per ovvie ragioni di spazio, la canapa è in grado di sostituire praticamente tutti i derivati del petrolio, dalla plastica, ai carburanti, ai cosmetici (nei quali si presenta col nome di “petrolatum” oppure “mineral oil” o anche “paraffinum liquidum”), alle vernici ed altro ancora, con l’enorme vantaggio che, trattandosi di materiale vegetale, i derivati della canapa sono biodegradabili e quindi a bassissimo impatto ambientale.

Se, detto questo, si aggiunge ancora che il principale finanziatore della Dupont era Andrew Mellon della “Mellon Bank” di Pittsburgh, il quale da ministro delle finanze del presidente Hoover nominò come direttore del dipartimento di stato per le droghe e gli stupefacenti il futuro marito di sua nipote, Harry Aslinger, che rimase in carica per 31 anni consecutivi, diventa palese come questa vituperata pianta sia semplicemente vittima di uno dei più abbietti casi di nepotismo a scopo di lucro. Ci teniamo ad aggiungere che questa allegra combriccola aveva un ulteriore alleato: William Randolph Hearst, della “Hearst Paper Manufactoring Division”, ovvero il proprietario della più estesa ed importante catena di quotidiani degli Stati Uniti e contemporaneamente il maggior produttore di carta fabbricata tramite processi petrolchimici con il legno dei suoi semisconfinati possedimenti terrieri in Canada e USA. Hearst si impegnò già dal 1916 a screditare la canapa in tutti i modi e su tutti i suoi giornali, in concomitanza con una campagna di stampo razzista nei confronti degli immigrati messicani rei di avere occupato 2000 ettari di terreni di sua proprietà.

I giornali di Hearst iniziarono pubblicando per giorni sulle prime pagine incidenti stradali che avevano per protagonisti messicani e non,tra i cui effetti personali fossero stati trovati spinelli. Furono tralasciati mediaticamente le centinaia di altri incidenti causati dall’alcool e, rubando allo slang messicano il termine marijuana, si fece in modo di impedire che il pubblico associasse il tutto alla canapa, una pianta usata da millenni e diffusissima anche negli States, tra i primi produttori mondiali negli anni 20 e 30 (non dimentichiamo che la costituzione americana è scritta su carta di canapa e che George Washington ne era uno dei maggiori coltivatori dell’epoca). L’ opera di disinformazione effettuata dai media ebbe un tale successo che a tutt’oggi la maggior parte della gente non sa che il tessuto di canapa, famoso per qualità e resistenza, viene dal fusto della stessa pianta i cui fiori vengono fumati a scopo medico e ludico. La sua opera di disinformazione risultò così efficace che quando il suo “compagno di merende” Aslinger presentò al governo il progetto di legge che proibiva l’uso, il consumo, la detenzione e l’importazione di “marijuana” quasi nessuno aveva capito che si trattava della cara vecchia canapa. Una volta proibita rallentarono tutte le ricerche scientifiche che stavano portando alla scoperta degli usi terapeutici dei cannabinoidi (cioè del principio attivo della canapa).

Il dottor William Woodward, che era medico, avvocato e rappresentante dell’Associazione Medica Americana, si oppose violentemente al progetto di legge ma fu osteggiato dal fido lacchè Aslinger. Questi con un colpo basso da manuale riferì, nel momento della discussione e votazione della legge, che l’A.M.A. era d’accordo con il suo dipartimento, occultando i fascicoli di Woodward e portando a compimento una delle più colossali menzogne ordite dalle lobbies politico-economiche. L’illegalizzazione della canapa diventò realtà: era il settembre del 1937.

Da allora la disinformazione sulla canapa ha fatto passi da gigante mentre al contrario la contro informazione, quella lontana dai giochi di potere, è ancora agli esordi, debole e un po’ precaria.

L’informazione, in quanto tale, non esiste più, forse anche per colpa di William Randolph Hearst. Nulla ci potrà però comunque negare il diritto a lottare per quello in cui crediamo, come afferma anche la Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Tra l’altro, che ci crediate o no, è scritta anch’essa su carta di canapa.

Cristina Marino

domenica 4 marzo 2007

Julian Beever

Julian Beever: un genio..riesce a rendere tridimensionali i suoi disegni su strada..ho postato alcuni esempi delle sue opere d'arte...altrimenti andate qui dove c'è una galleria di foto dedicate ai suoi disegni e dove si capisce come riesce a realizzare tutto ciò.


(clikkate per ingrandire le immagini)