domenica 14 dicembre 2008

Nazirock


Nazirock, un film di Claudio Lazzaro, racconta o meglio vi butta in faccia la realtà su coloro che si definiscono neonazisti/neofascisti.
Molti sono i punti toccati dal regista, in primo luogo (come dice il titolo stesso) il collegamento invisibile tra ragazzi ideologizzati e la musica, la più grande arma di attrazione-seduzione di massa.
Secondariamente vengono presentati vari aspetti, quali, il rinnegamento della Shoah (ancora oggi non pensavo ci fosse gente del genere...), così come quello della violenza ai giorni d'oggi.

Tra slogan, musica, ignoranza e incomprensione Claudio Lazzaro si addentra nel profondo di questi movimenti, restandone sempre al di fuori, infatti, cosa che ritengo molto importante e significativa è la mancanza di commenti in relazione ai fatti mostrati dal film, che posso dire veramente, sembrano parlare da soli.

In molte sale e cinema (o aule magna di scuole) il film è stato spesso, molto spesso, censurato completamente da gruppi di neo-fasci/nazi (es. Blocco Studentesco), e ancor più gravemente gli avvocati di Forza Nuova, partito di Roberto Fiore, hanno minacciato azioni legali nei confronti del regista e dei cinema che ne avessero effettuato la proiezione (cit. wiki).

Propongo qui uno spezzone del film (per capire quanto siano intelligenti questi militanti basta andare circa al minuto 3.40 e ascoltare come risponde la ragazza alla domanda dell'intervista):




Vi consiglio quindi la visione perché merita davvero, e credo che sia sempre buona cosa essere informati; inoltre ricordo che sempre di Claudio Lazzaro è il film Camicie Verdi, molto interessante, stavolta sulla Lega Nord.

Per ulteriori informazioni sul film:

Sito Ufficiale - Nazirock
MySpace - Nazirock
Wiki - Nazirock

giovedì 30 ottobre 2008

Strategia della tensione

Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga un anziano docente urla: "Contento ora?"

La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE

Gli scontri di ieri a Roma

AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da

due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.


Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.


Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara

l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe

che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione,

mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lune

dì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolat

a dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finim

ondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque

minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti

due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
(30 ottobre 2008)

L'ignoranza fatta persona

sabato 25 ottobre 2008

Truzzi? Almeno in Olanda sono utili...

Immagine by Ansa


Esatto, in Olanda nell'essere "discotecari" almeno c'è la possibilità di vantarsi di creare energia, o perlomeno nella Watt, la nuova discoteca ecologica di Rotterdam.

Infatti la Watt è portavoce della nuova frontiera del divertimento "sostenibile", i passi di danza sul pavimento creano energia, grazie alla tecnologia delle celle piezoelettriche, che viene utilizzata per alimentare luci e amplificatori del locale, fornendo il 10% dell'elettricità richiesta (non molta certo, ma perlomeno, e per ora, è grandiosa e significativa come applicazione).

Ma non si fermano qui le innovazioni:
-Bagni alimentati con acqua piovana
-I bar riciclano tutto il materiale
-Il calore è fornito dagli strumenti musicali.


Tutto ciò si traduce nel 50% di risparmio energetico e al 30% di quello idrico.

Magari anche in Italia facessero cose del genere, speriamo nel prossimo millennio. Stay Tuned

lunedì 29 settembre 2008

No all'utente/commentatore anonimo

Torno dopo molto tempo per una semplice formalità: chiarire una volta per tutte la mia posizione riguardo a chi commenta anonimamente i blog altrui.
Vari sono i motivi per cui mi schiero in tal modo:

1) Odio chi scrive e denigra senza esporsi alla risposta

2) Per l'amministratore del blog/sito, o per qualsiasi altro commentatore è alquanto difficile rispondere al singolo commentatore anonimo, visto che questo non si è quantomeno reso disponibile all'indirizzamento personale della risposta

3) A mio parere è simbolo di debolezza, paura, ammissione di ignoranza, bisogno fittizio di nascondersi dietro ad uno schermo

4) Fa in modo che il commentatore anonimo, perda di credibilità e di visibilità rispetto agli altri utenti, quindi è anche "autolesionismo virtuale"


No all'Utente Anonimo: aderisci anche tu!




Un ringraziamento a Orange Graphics

lunedì 4 agosto 2008

Discariche e dittatura



Spesso inserito nel video, lo riporto, lo ricordo e lo evidenzio:

Articolo 21 della Costituzione Italiana


« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

giovedì 3 luglio 2008

Italian environment



"L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé."
(Johann Wolfgang von Goethe)


- Oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale (rapporto Alto Commissariato anti-Corruzione)
- Lavoro nero e sommerso: 27% del Pil (fonte Ocse)
- Evasione fiscale: 200 miliardi di euro (fonte Secit e Revue de droit fiscal)
- Grandi aziende con un fatturato superiore a 50 milioni di euro, che evadono il fisco: 98,40% (fonte Agenzia delle entrate fiscali)
- Esportazione illecita di capitali: 85-90 miliardi di euro (fonte Confcommercio, Eurispes, Procura Nazionale Antimafia, settimanale Economy)
- Beni consolidati delle mafie: 1.000 miliardi di euro (fonti Confcommercio, Economy, Procura Nazionale Antimafia)
- Affiliazioni alle mafie, esclusi i colletti bianchi che utilizzano il denaro riciclato: 1.800.000 persone (fonte Dia e relazione Commissione Parlamentare Antimafia 2003)
- Percentuali delle estorsioni per regione sul totale per Campania 14,9%, Sicilia 12,9% e Lombardia 10,4% (fonte Ministero dell'Interno)
- Nella sua ultima relazione il Commissariato contro la corruzione ha affermato: siamo peggio che in Tangentopoli, la corruzione piega ogni settore e la sanità è terra di conquista.


Fonti dati: Beppe Grillo, Casa della legalità

domenica 29 giugno 2008

Gli Anarchici e il Sistema


All'inizio c'era l'uomo.

Poi venne il Sistema.

E il Sistema schiacciò l'uomo.

quelli che non accettarono il sistema divennero gli Anarchici.

E gli Anarchici credettero di poter uccidere il sistema.

Il Sistema guardò gli Anarchici e rise.

Il Sistema era forte.

La prima bomba esplose.

Il Sistema era scosso.

La seconda bomba scoppiò.

Il Sistema cominciò a cadere.

La terza bomba divise l'atomo.

Il Sistema perse il Potere e l'Anarchia regnò nel mondo.

Il Sistema guardò il mondo e disse: "Questo e' il nostro mondo"

L'Anarchico rise e disse: "Questo non e' più il tuo mondo!"

E il Sistema rispose: "Lo e'. Tu sei il Sistema che uccide sé stesso."

L'Anarchico rise e piazzò un proiettile tra gli occhi del sistema.

Il Sistema era morto.

E gli Anarchici Uniti.

Parlarono fra loro.

Si guardarono l'un l'altro.

E probabilmente lo starebbero ancora facendo.

Se

Non avessero costruito la quarta bomba.

Perché


Ovunque vada l'Anarchico, troverà sempre il Sistema.

sabato 28 giugno 2008

Un gran vaffanculo ai nostri dipendenti

ROMA - "Il fatto non costituisce illecito disciplinare": con questa motivazione la sezione disciplinare del Csm dopo due ore di camera di consiglio ha assolto il gip di Milano Clementina Forleo dall'accusa di aver violato i suoi doveri di "imparzialità, correttezza e equilibrio" per i contenuti dell'ordinanza con la quale nel luglio del 2007 chiese alle Camere l'autorizzazione a utilizzare intercettazioni telefoniche che riguardavano alcuni parlamentari nell'ambito dell'inchiesta sulle scalate bancarie. La procura generale della Cassazione aveva chiesto invece la condanna del magistrato alla sanzione della censura e al trasferimento d'ufficio da Milano. "Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga", ha detto più che soddisfatta Forleo, esprimendo l'auspicio che la sua stessa sorte tocchi ora al collega di Catanzaro Luigi De Magistris. "E' una sentenza importante perché riafferma il principio che la legge è uguale per tutti, magistrati e non, e che i provvedimenti giudiziari non sono sindacabili in sede disciplinare", ha commentato invece il suo difensore il procuratore di Asti Maurizio Laudi. Mentre il vice presidente del Csm Nicola Mancino, che presiede la sezione disciplinare, ha sottolineato che la sentenza dimostra "l'autonomia di giudizio" di Palazzo dei marescialli.

Tra le intercettazioni per le quali Forleo aveva chiesto alle Camere l'autorizzazione all'uso c'erano le conversazioni tra l'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte e Piero Fassino, Massimo D'Alema e Nicola La Torre. E proprio su di loro, che pure non erano indagati, secondo quanto ha sostenuto in aula il sostituto pg della Cassazione Federico Sorrentino, il gip aveva espresso in quell'ordinanza un "abnorme e non richiesto giudizio anticipato", ledendo i loro diritti ed "esorbitando" dalle sue competenze. Il riferimento era a quei passaggi del provvedimento in cui Forleo aveva definito "consapevoli complici di un disegno criminoso" D'Alema e La Torre e li aveva descritti come "disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in spregio dello stato di diritto".

Nessun provvedimento "abnorme", ha replicato Laudi, era un "dovere" motivare in maniera dettagliata le ragioni per le quali era necessario utilizzare quelle intercettazioni; Forleo non ha espresso valutazioni eccessive; le sue parole sono "la fotografia di una realtà inquietante", documentata da "dialoghi da stomaco forte", ha detto, leggendo ampi stralci delle telefonate di Consorte con La Torre e D'Alema. Poi a sentenza pronunciata, ha aggiunto: "il giudice ha il dovere di valutare anche in termini pesantemente critici determinati fatti, anche quando riguardano soggetti che ricoprono cariche importanti".

Per Forleo il rischio di un trasferimento d'ufficio non è però del tutto scongiurato. Forse già la prossima settimana il plenum del Csm deciderà sulla richiesta della Prima Commissione di allontanarla da Milano: stavolta le si rimproverano le sue denunce sui poteri forti che avrebbero interferito nella sua attività giurisdizionale e l'accusa ai pm dell'inchiesta sulle scalate - Francesco Greco, Luigi Orsi, Eugenio Fusco, che sono stati ascoltati come testimoni- di voler insabbiare le indagini".

Fonte: Ansa

sabato 7 giugno 2008

Elio e le storie "Shonhorha"



Non potevo non pubblicare questo dissing da parte di Elio e le storie tese nei confronti dei neo-cantanti veronesi.

venerdì 6 giugno 2008

Sonohra e Nonciclopedia

Sonohra, dopo la nottata a base di Cannabis Sativa


Da: Nonciclopedia

“Sei una H che non ha nè scopo nè motivazioneeeeeeeaaah...collocata alla cazzo di cane nel mezzo del nomeeeeeaaah...perché????...”

- Elio e le storie tese e opinione pubblica su Sonohra

“Le fotografie È tutto ciò che rimane.. ”

- Sonohra su Grammatica

“Qualcuno gli spieghi che meta e destinazione sono la stessa cosa!”

- Pier Paolo Pasolini su Sonohra


“L'unica certezza è gli occhi che io ho di te”

- Sonohra su Grammatica

“Uso i verbi ma non li so coniugare,e nel dubbio opto per il singolare(..)Tutta questa gente con gli occhi degli altri..perché??”

- Elio e le storie tese su Shonora

“HHHHHHHHHHHHHHhh hhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhh hhh hh!!HhHHH!!!Hh!”

- Acca su Sonohra

“ no xkè io sn 1 vr fan dei sonohrini xk lr sn i my angioletti e li loWo x la lr musika e nn x la lr bellezza.........DIEGO TI LOWWWWWWO TRP TRP TRPXIMOOO 6 STRABONO TI AMO 4E 6 UN FIGO DLL MADONNA SPOSAMI ”

- fungirl su Sohnohrah

“E tu chi cazzo sei???”

- Sonohra su Grammatica

“E voi chi cazzo siete???”

- Il mondo (e la Grammatica) su Sohnohrah


I Sonohra (conosciuti nell'ambiente anche come Sonhora, Sonorah e Hsonora) sono un gruppo rock melodico e a tratti underground formato da due fratelli di Verona. Il gruppo è risultato vincitore nell'edizione giovani 2008 del Festival di Sanremo. Questa vittoria ha decretato la notorietà dei Sonohra, com'anche però il totale ed irrecuperabile declino del Festival, ormai paragonato come contenuti musicali alla sagra della porchetta e del fagiolo borlotto di Rocca Cannuccia (FR).

Gli esordi

I due fratelli (probabilmente di madre e padre diversi dal momento che uno dei due è brutto come la Multipla e l'altro invece sembra Miss Italia) hanno conosciuto la chitarra all'età di un anno, quando i genitori solevano colpirli ripetutamente sulla testa con una Fender elettrica ma ben accordata. Successivamente i due pargoli hanno conosciuto anche l'utilizzo primario dello strumento, non prima però di aver provato ad usarlo a mo' di pettine (da qui la loro simpatica acconciatura). Dopo circa sei mesi passati a capire come tenerla in mano, per errore uno di loro - il rospo - ha toccato una corda ed ha sentito un suono. I due hanno iniziato a pizzicare volutamente quegli strani fili e, da lì a due ore, è nata la loro prima canzone. Il resto lo conoscete, visto che a parte il Festival di Sanremo, non hanno fatto un granché.


Sempre i Sonohra dopo la nottata nei bagni della Stazione Porta Nuova

Curiosità

  • La 'H' è in realtà un errore di stampa
  • Il bello ha dichiarato che il suo sogno è quello di far fuori il fratello e diventare un cantante famoso stile Tiziano Ferro (??)
  • Lo scorfano ha dichiarato invece che senza il bello potrebbe sfoggiare il suo naso esagerato soltanto a Piazza delle Erbe, dove fino a quindici giorni prima del Festival si esibiva giornalmente come fenomeno da baraccone.
  • Uno dei due è fidanzato, ma non vogliono dire quale dei due. Lo sanno tutti, ovviamente...
  • Il loro consulente per l'immagine è Andrea Bocelli
  • Hanno studiato l'italiano da Cristiano Malgioglio prima e da Aldo Biscardi poi; questo spiega la correttezza dei loro testi
  • Si dice che in realtà siano una reincarnazione delle sorelle Iezzi (Paola e Chiara)
  • Si dice che le stesse sorelle Iezzi abbiano chiesto un risarcimento per sfruttamento della loro immagine
  • Si dice che inizialmente il titolo della loro canzone "Cinquemila mini mani" fosse "Mille Mila mini mani"
  • Da notare che di solito le fan dei sonohra, hanno nomignoli strani come: martola, debula, kikketta, virgula, manula, debusca e altri nomignoli da bimbaminkia

domenica 1 giugno 2008

Razzismi

Logo delle Black Panther


Non so quanto sia vera questa storia
, ma non importa, quello che mi ha colpito di questa mail mandatami qualche mese fa è il concetto principale, la morale come si suol dire.
Quindi ho deciso di pubblicarla:

La scena che segue sembra si sia svolta sul volo della compagnia British Airwaystra Johannersburg per Londra.

Una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto in classe economica di fianco ad un nero.
Visibilmente turbata, chiama la hostess. "Che problema c'è signora?" chiede l'hostess. "Ma non lo vede?" risponde la signora "Mi avete messo a fianco di un nero. Non sopporto di rimanere qui. Assegnatemi un altro posto".
"Per favore, si calmi" dice l'hostess, "perchè tutti i posti sono occupati. Vado a vedere se ce n'è uno disponibile".
L'hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi. "Signora, come pensavo, non c'è nessun altro posto libero in classe economica. Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c'è nessun posto neanche in classe executive. Ci è rimasto libero soltanto un posto in prima classe."
Prima che la donna avesse modo di commentare la cosa, l'hostess continua: "Vede, è insolito per la nostra compagnia permettere a una persona con biglietto di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona sgradevole".
E, rivolgendosi al nero, l'hostess prosegue: "Quindi, signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano, che un posto in prima classe la attende..."
E tutti i passeggeri vicini che, allibiti, avevano assistito alla scenata della signora, si sono alzati applaudendo.

"L'unica razza che conosco e' quella umana" (Albert Eistein)

Technorati Profile

giovedì 29 maggio 2008

Concerto Amnesty: Vincano i dirittti umani


I Gruppi Giovani Amnesty International del Liceo Scientifico “G.Galilei” e del Liceo Classico “S.Maffei” in Verona Vi aspettano alla manifestazione musicale di Martedì 3 Giugno presso il bellissimo scenario dell’ottocentesco Forte Gisella (Santa Lucia).

MADE IN CHINA, Olimpiadi 2008: Vincano I diritti umani!

La serata, patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona, presenterà importanti gruppi musicali della realtà giovanile veronese: Clear Rock Show, Farewell Party e Mighty Joe Young, con momenti di sensibilizzazione sull’operato di Amnesty International e, in particolare, sulla grave situazione dei diritti umani presenti all’interno della Repubblica Popolare Cinese.

Vogliamo, inoltre, ricordare e sottolineare che, come disse Kiu Jingmin, vicepresidente del comitato per le Olimpiadi a Pechino, “assegnando a Pechino I Giochi, aiuterete lo sviluppo dei diritti umani”.

E’ prevista una offerta minima di €3,00 per sostenere le attività di Amnesty International.

Vi aspettiamo numerosi!!

P.S. Per chi volesse, può stampare il volantino e attaccarlo in bacheche o consegnarlo in giro.

venerdì 23 maggio 2008

"Vi perdono, ma inginocchiatevi"


"La Strage di Capaci (chiamato in siciliano "l'attentatuni") fu un attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.

Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando da grande distanza al momento del passaggio dell'auto blindata del giudice, che tornava da Roma), i quali avevano riempito di tritolo un tunnel che avevano scavato sotto l'autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg) nel tratto che collega l'aeroporto di Punta Raisi (oggi "Aeroporto Falcone-Borsellino") al capoluogo siciliano. Purtroppo sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori poiché le indagini che miravano a scoprire gli intrecci con la politica sono state sempre insabbiate.
La strage di Capaci ha segnato una delle pagine più tragiche della lotta alla mafia ed è strettamente connessa al successivo attentato di cui rimase vittima il giudice Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone."

Da Wikipedia

"Vi perdono, ma inginocchiatevi" (La moglie di un uomo della scorta durante i funerali di Falcone, rivolta ai mafiosi presenti in chiesa)


Berlusconi, oltre ad aver tenuto un boss mafioso come Vittorio Mangano in casa per diversi anni ed oltre ad essere stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco, oggi ha anche il coraggio di dichiarare:

"Importante ricordare la sua lotta
, la ricorrenza dell’eccidio di Capaci è un momento di riflessione sul sacrificio del giudice Falcone, della signora Francesca e della scorta. L’importanza della lotta del giudice Falcone contro la mafia e la crimininalità organizzata, per la riaffermazione dei valori fondanti della Costituzione - aggiunge il capo del governo - è testimoniata dal progetto di educazione alla legalità che la Fondazione (intitolata a Giovanni e Francesca Falcone, ndr) ha promosso nelle scuole per sensibilizzare i giovani su temi essenziali per la crescita della società civile italiana".
Berlusconi, IPOCRITA!!!


mercoledì 21 maggio 2008

"Mafia...noi non ci stiamo"

Paolo Borsellino

Ieri, quattro scuole di Verona hanno organizzato e partecipato ad un evento molto importante facente parte del progetto "Student Day" in una delle giornate della Gerbera Gialla.
Molti studenti del Galilei (di cui faccio parte), del Nani-Boccioni, del Montanari e del Maffei hanno assistito ad una conferenza in cui il tema era: l'ANTIMAFIA.

Gli invitati erano, a parte Tosi e l'assessore alle politiche giovanili Benetti che non meritavano a mio parere quelle sedie accanto a delle persone così importanti quali: Alessandro Mazzucco (Magnifico Rettore Università Verona), Giovanni Pontata (dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale), ma soprattutto persone che con la mafia ci lottano ogni giorno: Vincenzo Guidotto (Presidente dell’Osservatorio Veneto per l’Antimafia), Michele Costa (figlio del coraggioso Giudice Costa) e Salvatore Borsellino (fratello del grande Paolo Borsellino).

Tutte queste persone, che io stimo profondamente, hanno portato la loro esperienza e quella delle persone a loro vicine, come esempio importante di ciò che è la lotta alla mafia.
Hanno raccontato cosa vuol dire morire per salvare il proprio paese da queste organizzazioni criminali.

I mafiosi di "Ieri"


I mafiosi di "Oggi"


La mafia NON è solo un fenomeno circoscritto a qualche regione italiana, interessa tutti, tutto il mondo è assediato da "militanti" mafiosi, dal Nord Italia, al Sud America, agli Stati Uniti, all'Est Europa e così via.

IGNORARE IL FENOMENO DELLA MAFIA VUOL DIRE ESSERNE COMPLICI, Falcone, Borsellino, Costa, Peppino Impastato, Ferlaino, Spampinato e tutti coloro che erano LIBERI, non devono aver sacrificato la loro vita inutilmente.
DOBBIAMO ALZARCI, RIFLETTERE, AGIRE, ognuno di noi è importante per la lotta alla mafia, nessuno escluso, non dobbiamo aver paura di parlare e di combattere, NON DOBBIAMO ESSERE INDIFFERENTI.

Come disse Giovanni Falcone in un suo discorso: "Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola."

martedì 20 maggio 2008

C'è solo da imparare...


GRAZIE


lunedì 19 maggio 2008

Ciao Nic


Sabato 17 maggio in più di diecimila persone (la manifestazione più grande che la nostra città ricordi negli ultimi decenni) abbiamo attraversato pacificamente Verona per ricordare Nicola Tommasoli, per denunciare un assassinio figlio del razzismo contro il “diverso”, dell’incultura neofascista diffusa tra i giovani della nostra città e fomentata da gruppi e organizzazioni con cui l’amministrazione cittadina ha e continua ad avere imbarazzanti e censurabili rapporti. C’è chi si scaglia contro i mass media per denunciare una presunta “gogna mediatica” nei confronti di Verona. Cosa dovremmo dire noi, di una manifestazione con migliaia di persone raccontata dalla stampa solo (o quasi) per gli episodi del tutto marginali di alcune decine?
Noi, al contrario, pensiamo che Verona debba continuare a guardarsi allo specchio e ad interrogarsi seriamente per riconoscere la matrice delle troppe aggressioni degli ultimi anni, culminate nell’assassinio di Nicola. Chi ha manifestato ha condiviso la volontà di costruire una Verona diversa, accogliente, libera, senza paura. Ha visto centinaia di veronesi senza bandiere aprire il corteo camminando, in un silenzio carico di dolore e di significato, dietro lo striscione arancio “Nicola è ognuno di noi”. Ha visto migliaia di persone (associazioni, movimenti, centri sociali, gruppi antagonisti) gridare slogan contro il fascismo. Ha visto migliaia di persone, in coda al corteo, manifestare dietro le insegne dei partiti che hanno voluto essere in piazza. Una manifestazione costruita dal basso, pubblicamente, con un’assemblea aperta alla cittadinanza.
Di fronte a tutto ciò Tosi vede solamente una vetrina rotta, e qualche scritta. Continua, come sempre, a indicare la pagliuzza senza vedere la trave, a parlare di panchine invece che di persone, di divieti invece che di rapporti umani. Di piazze da ripulire invece che di piazze da vivere e da riempire. Noi non strumentalizziamo nessuno, non infanghiamo nessuno. Non intendiamo monopolizzare la memoria di nessuno. Vogliamo solo ribadire che al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi, e che questo non deve mai più accadere.

Non solo Tosi, a cui la città dovrebbe chiedere i danni per le continue dimostrazioni di intolleranza. Anche Bonfante, del PD, forse non si rende conto della gravità delle sue dichiarazioni. Paragonare una vetrina rotta all’assassinio di un ragazzo, questo sì che è un atto irresponsabile, e che infanga la memoria di chi è stato ucciso. Ma a noi tutto questo interessa poco. Ci interessa raccontare di una città che per un giorno è stata viva, partecipata e diversa. Dovrebbe esserlo tutti i giorni.

Passata solo qualche ora, l'Amministrazione ha risposto ai diecimila manifestanti e alla città intera rimuovendo tutti i fiori, i biglietti, i cartelli e i segni di partecipazione che gli amici di Nicola e decine di cittadini e cittadine hanno portato in queste settimane nel luogo dell'aggressione, a Porta Leoni. Ora, lì, c'è il vuoto dell'oblio e della rimozione.
Lo sdegno ci impone poche parole: questa non è solo intolleranza, questa è assenza di pietà per un morto, mancanza di rispetto e disprezzo per i tanti segni di un lutto pubblico e civile che rappresenta la parte sana di Verona. Tosi e la sua amministrazione, con questo atto, dimostrano di non avere la dignità di ricoprire alcun ruolo pubblico. Vergogna!

L'assemblea cittadina organizzatrice della manifestazione del 17 maggio 2008

sabato 17 maggio 2008

"Nel 2008 si muore ancora di fascismo" - Manifestazione Verona per Nicola


Oggi, 17 maggio 2008, ho visto una piccola speranza nel nostro paese, con centinaia e centinaia di persone riversate nelle vie di Verona abbiamo dato voce a una voglia di antifascismo forte e collettiva.

Tempo fa parlando con un anziano di un altro paese, mi diceva che non poteva credere che ancora ci potessero essere rigurgiti di nazi-fascismo, io ripetevo che invece continuamente vedevo nella mia città questa realtà, se pur piccola e apparentemente insignificante, esiste, ed è un grave problema.

La morte tragica di Nicola, ha dimostrato purtroppo quello che dicevo, ma non solo la sua morte, ma anche gli eventi tragici di cui sono stati vittime Renato e Dax

Vi aggiornerò sul come è andata la manifestazione e su eventuali risvolti.

venerdì 9 maggio 2008

Sonohra: l'ennesima sconfitta di Verona

L'inconveniente del "successo": diventare stupidi e con strane acconciature

Il sindaco-leghista-nazimanifestante Flavio Tosi, incontrò i Sonohra, gruppo proclamato rappresentante di Verona nel mondo per la loro musica, ovviamente formato dai soliti ragazzini mezzi fighetti, mezzi sedicenti artisti, i quali non hanno disdegnato affatto di incontrare la vergogna di Verona in Italia (il sindaco per l'appunto) davanti ad un bello spritz...

Voglio ricordare che Nicola Tommasoli è stato aggredito dai dei naziskin...
Bravi Sonohra, voi che vi incontravate col sindaco (che sfilava in piazza col Fronte Veneto Skinhead) per dimostrare la tantà bontà di questo paese...ci fate onore (...idioti...)


Ultima modifica 12/05/08 (sperando che ora sia più chiaro...)

giovedì 8 maggio 2008

Parlamento "Pulito"

Quella decina di persone in piazza a Bologna per buttare fuori i condannati dal Parlamento


PARLAMENTARI CONDANNATI
(aggiornato a maggio 2008)

Berruti Massimo Maria (FI): condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.

Bonsignore Vito (europarlamentare FI): condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.

Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.

Bossi Umberto (Lega Nord): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.

Cantoni Giampiero (FI): ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.

Carra Enzo (PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.

Ciarrapico Giuseppe (PDL): è stato condannato a 3 anni definitivi per il crack da 70 miliardi della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e ad altri 4 e mezzo per il crack Ambrosiano (bancarotta fraudolenta).

De Angelis Marcello (AN): condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.

Dell’Utri Marcello (FI): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).

Farina Renato (FI): Farina patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.

La Malfa Giorgio (FI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.

Maroni Roberto (Lega Nord): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.

Nania Domenico (AN): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980).

Naro Giuseppe (UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire.

Papania Antonio (PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.

Sciascia Salvatore (FI): condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza.

Tomassini Antonio (FI): medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di reclusione per falso.




Fonti:
“Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez
Camera dei Deputati (www.camera.it)
Senato della Repubblica (www.senato.it)


Vuoi fare il politico? Inizia a delinquere!!!